Lo è solo quella finalizzata alla vendita. Scrittura e copywriting sono due competenze simili ma diverse.
Per fare copywriting in modo efficace bisogna creare connessioni con il target, empatia. Bisogna conoscere il proprio pubblico. In questo modo la persona che mi legge o mi ascolta si sentirà chiamata dalle mie parole, come se stessi scrivendo proprio per lei.
Facciamo un esempio
Devo vendere un bagnoschiuma rilassante. Potrei dire:
“Il bagnoschiuma X ha un profumo fiorito e avvolgente, è ricco di principi attivi e ingredienti naturali come la lavanda e il gelsomino che stimolano la capacità di rilassamento. Non contiene tensioattivi…”
Ma se io so che davanti a me ho delle mamme che hanno bambini piccoli con poco tempo per sé allora quello che dovrò dire è molto diverso.
“Sei tornata a casa dopo una giornata in cui non hai fatto altro che correre a portare i figli a destra e sinistra. Hai preparato la cena, svuotato la lavatrice…e adesso finalmente è arrivato il momento per te. Accendi una candela, riempi la vasca e versa il bagnoschiuma. In pochi secondi sentirai la stanza avvolgersi delle note di lavanda. Poi immergiti e lasciati cullare dalla schiuma soffice e delicata del gelsomino, proprio come se fossi su una nuvola. Chiudi gli occhi, non pensare a nulla e respira…”
C’è una bella differenza…
In questo secondo caso abbiamo davvero comunicato, abbiamo condiviso un’emozione, risposto ad un bisogno e lo abbiamo fatto con un linguaggio che ha toccato le corde di chi ci ascolta. Questa è una comunicazione profonda e significativa.
Certo, l’obiettivo resta la vendita, ma la vendita di per sé non è una cosa brutta, non è qualcosa di “sporco”.
Se fatta bene, se comunicata bene, è una ricchezza reciproca. È far conoscere a chi ci ascolta che noi lo conosciamo e che possiamo farlo stare meglio per i motivi più diversi. Partiamo dalla persona e, solo dopo, cerchiamo nell’oggetto della vendita quali aspetti possono relazionarsi con lei.
Quindi ricapitolando:
“Se non lo sai spiegare in modo semplice, non l’hai capito abbastanza bene” diceva Albert Einstein.
“O non hai voglia di farlo perché la semplicità costa fatica.” aggiungo io.
Non è un messaggio in codice ma sta per Search Engine Optimization cioè scriviamo in modo che gli spider dei motori di ricerca ci trovino più facilmente e ci ritengano interessanti e coerenti premiandoci con una bella posizione nel ranking.
Come farlo? Si tratta di un processo piuttosto elaborato e lungo ma, per semplificare al massimo, direi: leggiamo, informiamoci su quello che c’è sul web, facciamo ricerche per vedere quali sono le parole più utilizzate nel nostro settore, quelle che cercano le persone che vogliamo leggano il nostro sito.
E poi utilizziamole nella stesura dei testi delle nostre pagine web.,
Faccio un esempio.
Ho preso a caso alcune righe della pagina “Chi siamo” del sito web di una struttura alberghiera.
La struttura moderna ed accogliente è stata rinnovata per rendere i Vostri soggiorni maggiormente confortevoli, anche grazie ai numerosi servizi messi a disposizione degli Ospiti.
L’atmosfera informale, la cura dei dettagli ed il Personale qualificato sapranno soddisfare le esigenze per ogni tipologia di permanenza, dai viaggi di lavoro ai soggiorni turistici.
Personalmente trovo il testo monotono, “vecchio” e stucchevole. Parlano di “atmosfera informale” ma il tono di voce che utilizzano è tutt’altro che informale. Non mi viene affatto voglia di andarci.
Proviamo a riscriverlo.
Stai cercando un hotel per esigenze di lavoro o per il tuo divertimento?
Qualunque sia la tua risposta, hai fatto bene ad essere qui!
Il nostro hotel sa gestire entrambe le richieste.
Per il business: abbiamo 50 camere dotate di wifi, servizio in camera, servizio taxi…
Per il turismo: abbiamo servizio di noleggio e-bike, convenzioni con mostre…
Va bene la creatività, anzi benissimo, ma essere creativi non vuol dire non usare la grammatica! (A parte alcune eccezioni che riprendo tra poche righe*).
*Tutto questo vale a patto che l’errore sia volontario per dimostrare qualcosa…e qui torniamo alla creatività.
Un esempio anche stavolta, che piace sempre.
Immaginiamo una campagna che abbia per titolo:
Io a squola nn ci vado + nn ciò voglia di studiare
(…e si vede)
Firmata Scuola XX
In questo caso penso sia chiaro che gli errori ortografici servono per far capire l’importanza della formazione scolastica e quindi rendere l’offerta di quell’istituto scolastico ancora più desiderabile.
Tutto chiaro? Avete dubbi?
Allora scrivetemi qui vi risponderò con piacere anche se non siete d’accordo con me, prometto! 😁
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