La ricerca della felicità

Basta leggere questa frase e il pensiero corre lì: al film con Will Smith e a quella storia intensa e commovente in cui un padre non si arrende, continuando a credere in un futuro migliore anche quando tutto sembra andare nella direzione opposta.

Eppure, questa frase non appartiene solo al cinema. Appartiene anche ad un’azienda.
A Laica, la fabbrica del cioccolato.

Abbiamo incontrato il team Laica venerdì scorso nella loro sede di Arona sulle sponde del lago Maggiore, in occasione di una giornata di team building trascorsa insieme ai nostri amici e partner di CreatePR.

Una giornata in cui ci siamo lasciati guidare dalla squisita accoglienza e professionalità di Fabio Saini AD di Laica, Maura Bosi Responsabile R&D e Valentina Gioia HR Manager, tra aromi e sapori, degustazioni di fondenti memorabili e visita ai reparti di produzione e confezionamento.

Ma non solo.
Da questa esperienza siamo usciti con risposte, nuove curiosità e un interrogativo rimasto aperto più di tutti: cos’è la felicità?

MCI Brand Appeal | La ricerca della felicità
MCI Brand Appeal | La ricerca della felicità

La ricerca della felicità è una domanda che cambia forma nel tempo.
Per qualcuno è libertà, equilibrio, salute. Per altri è tempo, pace, cambiamento.

Per altri ancora ha il volto della famiglia, o il senso profondo di sentirsi parte di qualcosa che mette davvero al centro le persone.

E invece, sorprendentemente, anche lì può accadere qualcosa.

La felicità, più che un traguardo, somiglia a un percorso. A una ricerca fatta di tentativi, cadute, intuizioni, bisogno di riconoscere un senso in ciò che facciamo ogni giorno.

Come il lavoro.
E non si pensi solo al lavoro desiderato, creativo o appagante, ma anche a quello più duro, ripetitivo, faticoso. Quello che, visto da fuori, sembrerebbe molto lontano dall’idea di realizzazione.

E invece, sorprendentemente, anche lì può accadere qualcosa.

Accade quando una persona non è solo una presenza dentro un turno, una mansione, un risultato, ma qualcuno da ascoltare e valorizzare. Quando può partecipare, esprimersi, sentire che la propria voce ha un peso e che il proprio contributo lascia un segno. Quando non è semplicemente vista ma guardata.

Allora lì il lavoro smette di essere solo dovere.
Può diventare relazione, appartenenza, possibilità.
Può diventare uno spazio in cui ritrovare dignità, desiderio, persino sogno.
Grazie Laica per avercelo ricordato!
Perché, in fondo, la ricerca della felicità non parla solo di una bella storia o di una visione aziendale illuminata.

Parla di ciascuno di noi.

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