Adamo Telefona Ad Eva

“WHAT? What’s Human About Technology”: parliamo di tecnologia digitale al Meeting di Rimini.

È sempre soprendente per i più trovare approfondimenti su temi particolari in momenti, in luoghi, in situazioni in cui ti aspetteresti di sentire parlare d’altro. Per esempio prendete il Meeting di Rimini. I mass media ufficiali, i così detti organi di stampa (ma che definizione logora e vetusta) lo descrivono per lo più come una settimana dove dibattere di politica e religione con l’aggiunta di polemiche tra schieramenti più o meno fieramente contrapposti…

Noi siamo dell’idea che se un evento è studiato con intelligenza, l’intelligenza medesima debba essere visibile.

Così è stato al Meeting. Al di la dell’esperienza umana e quindi per sua natura fallibile e di parte, abbiamo incontrato possibilità di ragionamenti ed approfondimenti su temi che per noi stessi potevano definirsi inaspettati.

Un esempio su tutti è stata la mostra “WHAT? What’s Human About Technology”. In estrema sintesi si parla si di tecnologia, di comunicazione digitale, ma chiedendosi che cosa ha che fare questa tecnologia con l’essere umano. Copiamo ed incolliamo una frase dalla presentazione ufficiale “I protagonisti dello spazio organizzato da Euresis e Ceurnon non saranno oggetti, macchine, manufatti ma saranno “le domande” suscitate da oggetti, macchine, manufatti.” Un evento, una mostra, un momento di riflessione quindi sulle domande.

Quando io ero adolescente i cellulari non c’erano. Uscivo di casa con le ultime raccomandazioni genitoriali e ritornavo dopo ore, senza bisogno di rapporti continui sulla situazione del momento. Oggi con i nostri figli, con le nostre mogli siamo sempre in contatto, ma non è detto che ci parliamo di più, che il nostro dialogo sia più facile o sia aumentato di qualità. Come mirabilmente sintetizza e ironizza Ortolani nel suo fumetto Ratman (nato peraltro negli anni ’90):

“All’inizio c’era Adamo. E Dio disse “Non è bene che l’uomo sia solo”. Così creò il cellulare: Allora Adamo telefonò ad Eva, ma trovò occupato.”

Molto bella anche la riflessione dello scrittore americano Johnatan Franzen che individua proprio nell’illimitatezza degli ambienti virtuali nello stimolo perpetuo che subiamo in ogni momento della nostra vita, l’estrema difficoltà di trovare una soddisfazione (vedi immagine qua sotto).

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L’immagine però più significativa e anche più divertente della mostra evento, e ci perdoni la Sorella, è la Religiosa ritratta nella fotografia qua sotto, intenta a digitare sullo smartphone davanti ad un enorme manifesto che si interroga proprio sul cellulare ed i bisogni dell’uomo. Una conferma, certo non voluta, dell’umana incoerenza.Al Meeting 2016

 

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